"pulcherrima sed ventosa"

Con i suoi 25.000 ettari di territorio ed una popolazione di 80.000 abitanti, la città di Marsala sorge su un ameno promontorio a ridosso del mare. Il centro storico era anticamente racchiuso entro una cinta muraria di forma pressoché quadrata e l'ingresso alla città era possibile attraverso le imponenti porte che si aprivano sui quattro lati. 

Delle quattro originarie, oggi è possibile ammirarne solo due: Porta Garibaldi, sulla quale un'iscrizione in latino affida a Dio chi entra e chi esce dalla città, e Porta Nuova. 

Per la limpidezza delle sue acque, ha ottenuto più volte la Bandiera Blu dell'Unione Europea.

la prima area a svilupparsi in senso urbano fu l'isola di Mozia , grazie ai Cartaginesi che ne fecero un'importante scalo commerciale per i loro traffici nel Mediterraneo. 

Nel 397 a .C., Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa, nel tentativo di diventare unico signore della Sicilia, ridusse Mozia ad un cumulo di macerie. 

Gli abitanti si rifugiarono allora nel promontorio antistante dove sorse la città di Lilibeo, così chiamata per la sua posizione geografica: rivolta verso la Libia , per i Fenici "Lelub".

Era il quattordicesimo anno della 1° guerra punica ( 250 a .C. ) quando l'esercito romano giunse a Lilybeo con 200 navi per porvi l'assedio e ne passarono altri 10 prima che riuscisse ad averla vinta. Sulla scia dei Cartaginesi, i Romani continuarono a sfruttare la città come base navale. 

Durante questo periodo, venne inviato come questore a Lilibeo Marco Tullio Cicerone che la definì "splendidissima civitas". 

Ricoperta di onori ma sempre al centro delle guerre espansionistiche di Roma, decadde insieme all'impero, fu devastata dai vandali ( sec. VI ) e rifiorì a nuovo splendore sotto la dominazione degli Arabi che ne cambiarono il nome in Marsa Allah ( porto di Allah). La città si arricchì allora di raffinati palazzi e moschee, purtroppo andati completamente distrutti. La grandezza storico-artistica di Marsala risiede proprio nel fatto che le sue terre furono attraversate da diverse popolazioni e culture, ognuna delle quali ha lasciato i suoi segni nell'arte e nelle tradizioni locali.

Se niente è rimasto dell'architettura di quel periodo, è anche vero che le tracce della dominazione araba si ritrovano in alcuni piatti tipici, come il cous cous, la cubbaita e gli sfinci, nella toponomastica e in numerose parole dialettali. 

Fu poi la volta di Normanni, Svevi, Angioini. Nel 1282, anno dei Vespri Siciliani, la popolazione si ribellò al duro governo dei francesi e passò sotto le mani degli Aragonesi. La dominazione spagnola rappresenta il periodo più difficile della storia della città, lasciata ad una lenta decadenza, dilaniata dai banditi e dalle incursioni dei pirati. Alla seconda metà del '500 risale la costruzione del quartiere militare, in Via Garibaldi, oggi sede di alcuni uffici comunali.Fu poi la volta di Normanni, Svevi, Angioini. Nel 1282, anno dei Vespri Siciliani, la popolazione si ribellò al duro governo dei francesi e passò sotto le mani degli Aragonesi. La dominazione spagnola rappresenta il periodo più difficile della storia della città, lasciata ad una lenta decadenza, dilaniata dai banditi e dalle incursioni dei pirati. Alla seconda metà del '500 risale la costruzione del quartiere militare, in Via Garibaldi, oggi sede di alcuni uffici comunali.

Il vino rimase un'attività riservata al fabbisogno locale fino al 1700, quando i mercanti inglesi lo resero famoso in tutto il mondo. 

L'11 maggio 1860 Marsala entra ufficialmente nella storia dell'unificazione d'Italia. 

Garibaldi sbarca nel porto di Marsala con i suoi Mille e, insieme ai "picciotti" siciliani che si uniscono alla spedizione, libera l'Italia meridionale dall'opprimente regno borbonico per consegnarla poi a Vittorio Emanuele. Ogni anno a Marsala, l'11 maggio, le manifestazioni cittadine ricordano quest'importante pagina di storia. 

Molto tempo dopo, nel 1943, sempre l'11 maggio, Marsala subì le conseguenze della seconda guerra mondiale: gli alleati bombardarono la città, con gravissimi danni e centinaia di morti che gli valsero la Medaglia d'Oro al Valor Civile.